UEA presenta il primo Codice Etico sull’Intelligenza Artificiale Generativa per gli Intermediari Assicurativi
Ventuno principi per un’IA al servizio della persona, della professionalità e della fiducia.
Milano, 15 settembre 2026 – UEA, Unione Europea Assicuratori presenta il proprio Codice Etico sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale Generativa, un documento attraverso il quale l’Associazione intende accompagnare l’ingresso sempre più significativo dell’IA nella professione assicurativa con principi chiari di responsabilità, trasparenza e tutela della persona.
Il Codice rappresenta un addendum al Codice Morale di UEA, in continuità con la tradizione etico-professionale dell’Associazione e nasce dalla convinzione che l’Intelligenza Artificiale possa rappresentare una significativa opportunità per migliorare la qualità del servizio assicurativo, ridurre i tempi delle attività operative, aumentare l’efficacia delle analisi e delle comunicazioni e favorire la crescita professionale.
Allo stesso tempo UEA afferma un principio preciso: la tecnologia deve supportare il professionista e non sostituirne il giudizio, la responsabilità e la relazione con il cliente.
«Non vogliamo fermare l’innovazione, vogliamo darle una direzione – afferma Mario Cipriano, Presidente di UEA –. L’Intelligenza Artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per la nostra professione, ma proprio per questo riteniamo necessario stabilire oggi i principi con i quali vogliamo utilizzarla. La tecnologia deve aumentare le capacità dell’agente, non diminuire la sua responsabilità.»
Ventuno impegni per l’utilizzo responsabile dell’IA
Il Codice UEA si articola in 21 principi che affrontano alcuni dei principali aspetti connessi all’impiego dell’Intelligenza Artificiale Generativa nell’attività assicurativa.
Tra questi figurano la centralità della persona, la responsabilità professionale non delegabile, la tutela della libertà e della dignità individuale, la privacy e il segreto professionale, la riservatezza dei dati utilizzati dagli strumenti di IA, la trasparenza verso il cliente, la correttezza delle informazioni, la prevenzione delle discriminazioni, la supervisione umana, la sicurezza e la formazione continua.
Particolare attenzione è dedicata anche all’impatto dell’Intelligenza Artificiale sul lavoro.
Il Codice indica agli intermediari assicurativi un modello di utilizzo dell’IA finalizzato a valorizzare il lavoro umano: la tecnologia deve aiutare le persone a ottenere risultati con minore dispendio di tempo, maggiore precisione e migliore organizzazione, senza ridurre il valore dell’esperienza, della relazione, dell’empatia e della professionalità.
In questa prospettiva, UEA richiama gli intermediari assicurativi a non utilizzare l’Intelligenza Artificiale per discriminare, classificare, penalizzare o escludere collaboratori, dipendenti o colleghi sulla base di criteri automatizzati, opachi, ingiusti o non verificati, né come strumento di sostituzione impropria delle persone. L’IA deve, al contrario, rappresentare un supporto alla loro attività, alla crescita professionale, alla qualità del lavoro e a una migliore organizzazione delle mansioni.
«La questione non è scegliere tra uomo e Intelligenza Artificiale – prosegue Cipriano –. La vera sfida è costruire un modello nel quale l’IA restituisca tempo e capacità alle persone. Se un agente può utilizzare la tecnologia per dedicare meno tempo alle attività ripetitive e più tempo all’ascolto, alla consulenza e alla relazione con il cliente, allora l’innovazione sta producendo valore.»
Riservatezza e dati al centro del Codice
Uno degli aspetti centrali del documento riguarda il trattamento delle informazioni.
Il Codice richiama espressamente il segreto professionale e prevede che gli strumenti di Intelligenza Artificiale utilizzati dagli associati debbano offrire adeguate garanzie di riservatezza, sicurezza, controllo degli accessi, tracciabilità e protezione dei dati.
L’efficienza tecnologica, secondo UEA, non può infatti prevalere sulla fiducia del cliente e sugli obblighi professionali dell’intermediario.
«Nel rapporto assicurativo il dato non è semplicemente un’informazione: molto spesso racconta la vita di una persona, la sua famiglia, il suo patrimonio, la sua salute o la sua attività professionale – sottolinea Cipriano –. La tutela di queste informazioni deve rimanere un principio irrinunciabile anche quando utilizziamo strumenti tecnologicamente molto evoluti.»
Un impegno che va oltre l’adempimento
Con il Codice Etico AI, UEA intende proporre un approccio che non si limiti alla conformità normativa.
L’Associazione considera infatti l’etica dell’Intelligenza Artificiale una questione culturale e professionale, che richiede formazione continua, capacità critica e assunzione personale di responsabilità.
Il documento vuole pertanto rappresentare anche un contributo al confronto tra intermediari, compagnie, istituzioni, autorità e stakeholder sull’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale nel mercato assicurativo.
«Le norme ci indicano ciò che possiamo o non possiamo fare. Un Codice Etico AI deve aiutarci anche a decidere ciò che riteniamo giusto fare – conclude il Presidente UEA –. Il principio che abbiamo scelto è molto semplice: l’Intelligenza Artificiale deve essere uno strumento di progresso, mai di deresponsabilizzazione; di servizio, mai di manipolazione; di efficienza, mai di sostituzione della dignità professionale e umana.»
Con questa iniziativa UEA rinnova quindi il proprio impegno per una cultura professionale fondata sulla responsabilità, sulla qualità del servizio e sulla tutela della clientela, portando questi valori dentro la nuova stagione dell’Intelligenza Artificiale.
UEA – Unione Europea Assicuratori
Presidente: Mario Cipriano
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